Antonello Perrini: 'EuroRounders da applausi col garantito Plo! L'Omaha è un gioco meravigli


“Investire 10mila euro in un torneo di Pot Limit Omaha, fidatevi, non è qualcosa che deve passare inosservato e, anzi, l'iniziativa di Lele e Antony (Sgherza e Angeloni di EuroRounders, ovviamente, ndr) è davvero da non perdere”. Dal 20 al 22 dicembre, all'interno dell'EuroRounders Christmas Festival al Perla Resort di Nova Gorica, Slovenia, va in scena questo evento garantito di Plo con un buy in da 220 euro, 1 rientro e 40.000 chips e livelli da 40 minuti di struttura di gioco. E siamo andati a sentire cosa ne pensa uno dei più appassionati e, anche se lui è davvero umile e modesto, uno dei principali interpreti della variante del poker a 4 carte, Antonello Perrini. 30enne barese di Locorotondo e che, poco prima dell'EuroChristmas Festival è volato oltre un mese a Las Vegas per grindare cash game e giocare i tornei del momento in una Sin City piuttosto freddolosa. Almeno stando a quanto dice Perrini che, con noi, fa il bilancio di questo momento prima di tuffarsi nell'analisi del Plo: “Un grande momento per me live, devo dire di aver approcciato più che bene a Vegas – esordisce Perrini - siamo venuti in questo periodo perché sapevamo che c’erano ottimi tornei ma sopratutto per giocare il Wsop Circuit e grindare come delle macchine cash game! E, per come sta andando, diciamo che sto superando le aspettative che avevo su di me”.

Una truppa agguerrita con te: “Sì con me ci sono Luigi Curcio, Antonio Bernaudo, Giuseppe Di Stasio e il grande Cesarino aka Walter Treccarichi. Poi, la vera chicca, è la presenza di Giuseppe Pantaleo un duro davvero e ho scoperto che è originario di Andria, anche se ha sempre vissuto in Germania e ormai si è trasferito a Las Vegas. Gioca tantissimo online e c'ha confidato di aver vinto un braccialetto Wsop ma di considerarsi davvero sfortunato: non riesce mai ad arrivare in fondo. Da 7-8 anni fa dal 30esimo al 12esimo posto e capite che non raggiungere le primissime posizioni sposta tantissimi soldi”.

Si parla benissimo di te, anche Sgherza stravede per il tuo gioco: “Troppo buoni e non dipingetemi come un fenomeno – si raccomanda Antonello - gioco prevalentemente online mtt ma preferisco cash game Plo. In realtà da due anni a questa parte ho rallentato un po’ per l'arrivo della piccola Matilda ma gioco almeno da 11 anni ed ho avuto degli ottimi coach e sopratutto persone (come la cricca di sto viaggio ) che mi aiutano tanto a migliorarmi”.

Per crescere è fondamentale il confronto con gli altri players: “Esatto, penso che sia stata una delle mie più grosse 'sculate' avere questo tipo di amicizie e confrontarmi sempre con gente forte e preparata”, prosegue Perrino.

Ma andiamo al sodo: come ti sei innamorato della Plo? “E' stato un amore a prima vista. Per assurdo mi appassionava railare le sessioni di Galfond, top bullo davvero – confessa Antonello - da lì ho iniziato a fare i primi passi lowstake e poi piano piano sono salito. Alle 2 carte preferisco le 4 e non capisco perché in Italia, ma anche in tanti altri paesi nel mondo, non riesce ad esplodere. Qui in Usa la mattina (ma in generale 24 ore al giorno) si trovane tante persone anziane che grindano a più non posso la Plo che trovo per assurdo più facile rispetto all'Hold'em”.

Ok, ne siamo convinti, ma spieghiamo alla maggior parte dei lettori perché, in effetti, hai ragione: “Il problema principale è che questo gioco non è mai stato presentato e spiegato come l'Hold’em. Ma provate a pensare ad una cosa sola: chi giocava alla telesina quando usciva qualche mano al poker tradizionale, era abituato ad applicare anche cinque carte private con quelle comuni e secondo me sarebbe molto semplice prendere quella fascia di persone convertendoli in player di Plo. In realtà cambiano solo le carte private e il giro di puntate, flop, turn e river ma dovrebbe essere più facile dell'hold'em”.

Perrino rilascia dosi di entusiasmo davvero travolgenti: “Sarebbe un gioco amato da tutti perché tutti prenderebbero il flush draw, le bilaterali, tutti chiuderebbero le doppie ma poi solo i più bravi riuscirebbero a hero foldare e a capire i range, polarizzare gli avversari. Ricordo sempre un mio grande amico, Andrea Carini, che agli inizi del mio gioco, sette anni fa, mi disse una frase che mi è rimasta impressa nella mente: il range preflop nella Plo è tutto”.

Non pensi che i players siano troppo pigri e più affascinati dalla semplicità (solo apparente) dell'Hold'em: “I players più che pigri sono spaventati dal cambiare prospettiva da 2 a 4 carte. Pensano che leggere i punti e le situazioni di gioco sia difficilissimo ma si sbagliano. A Las Vegas sto vedendo persone di 70-80 anni che giocano le varianti senza paura e fanno letture pazzesche e sanno sempre cosa devono fare in ogni momento del colpo e della partita. Ok, è vero che questi giochi sono nati qui e loro ce l'hanno nel sangue, ma anche noi giochiamo la Telesina da decenni. E' solo questione di volontà, e come 20 anni fa è entrato l'Hold'em nella testa delle persone, perché non si riesce a fare la stessa cosa con l'Omaha?”.

Non è semplice, però, trovare roo, tavoli e field per praticare l'Omaha: “In tutti i casinò d'Italia, d'Europa e a Las Vegas in cui sono stato mi sono reso conto che il Plo non è diffuso e promosso come l'Hold'em di cui trovi 8-9 tavoli su 10 e il resto è, appunto, l'Omaha. Già che si chiami "variante" dell'Hold'em è sbagliato. Anche online trovi 35 tavoli Nlh e 5-6 Plo. E cash game se partono i tavoli sono sempre i più alti di livello”.

Anche in Italia si trovano sempre meno tornei live Plo: “Il torneo di EuroRounders è perfetto per investire un low buy in e provare il gioco con 10mila euro garantiti sul piatto – spiega Perrino – per farci capire la portata di questo evento, il Ring Wsop Circuit era un 400 dollari buy in, prize pool 25mila garantito. Al Planet Hollywood giocherò un 300 dollari,10mila garantito e al Wynn un 400 dollari, 25mila garantito. Il torneo del Christmas Festival è tanta roba per il field italiano. Qui hai molti più giocatori nel field globale ma, come vedete, i garantiti sono più o meno quelli e Lele e Antony stanno provando a dare un grande stimolo al mercato”.

Ritorniamo a Las Vegas, però: “E' la seconda volta che vengo da quest'altra parte dell'Oceano e c'ero stato tre mesi nel periodo delle Wsop. La partita all'epoca fu molto "varianzosa" perché facevo tantissimi errori che gli avversari non commettevano. Io, invece, aggravo troppo e mi giocavo tanti soldi preflop. Invece adesso mi sono adattato molto a loro e la situazione è migliorata. Qui tendono a non speware pre, ma giocano molto di più il board e flattano tantissimo. Anche al final table del Plo ci sono state pochissime rotture preflop. Ho deciso io di brokare KK109 double suited ma con 10 bb preflop e ho trovato gli Assi. Mi ha salvato un Kappa, però difficilmente me le gioco così. Ora non dico di battere ad occhi chiusi il livello ma penso di essermi adattato molto meglio della prima esperienza nella Sin City”.

Prima di ripartire e tornare in Italia cosa ti aspetta? E ti manca la tua bimba? “Giocherò le Series al The Venetian e poi iniziano quelle del Wynn. Come sapete i tornei qua sono tutti incastrati tra la grande concorrenza tra i casinò che credono tutti tantissimo nel poker. Se mi mancano i miei? Mentalmente non è stata una trasferta facilissima ma i due ottimi risultati mi hanno aiutato e mi hanno fatto capire di aver fatto la scelta giusta. Era la prima trasferta che facevo dalla mia compagna Ilarietta (si chiama Ilaria ma Antonello non resiste a chiamarla così, ndr) e da mia figlia di appena due anni. Devo tanto a loro e specialmente alla mia dolce metà che mi è vicina quando grindo a casa, quando spacco qualcosa e quando vado in trasferta e la devo ringraziare tantissimo”.

Lavorerai sempre col poker e nel Plo? “Ho 30 anni e per ora è così. Tuttavia vorrei investire in qualche attività qua nel mio paesino che è bellissimo. Certo, non nascondo che sarebbe dura lasciare questa vita. Mi alzo alle 12, mangio, sto con la bambina e il pomeriggio studio facendo hand review e la sera inizio a grindare tutta la notte. Qui a Vegas il ritmo non è poi così differente, ci alziamo tardi e poi usciamo e scegliamo dove giocare cash o se c'è qualche torneo interessante”, good luck per tutto, quindi.


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