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Andro Scarpa brilla al Grand Final dopo un deal a 4


Il vincitore morale del Grand Final, Andro Scarpa, chipleader al momento dell'accordo


Che si sarebbe trattato di una maratona era prevedibile, considerata la struttura del torneo e la presenza di ben 103 giocatori al Final Day del Grand Final al Perla Resort di Nova Gorica.


Non era nemmeno impensabile che la partita si chiudesse a tarallucci e vino, o meglio, con un accordo economico tra i pochi, fortunati, rimasti ancora al tavolo finale e così è stato.


A sollevare il trofeo è Andro Scarpa, chipleader incontrastato in fase 4-handed, a cui spetta la fetta più grossa della torta dopo i calcoli effettuati per ICM dalla direzione gara.


Da sinistra a destra, Vettor, Srebrenić, Cecchini.


La famiglia al completo invece include anche i nomi di Gabriele Cecchini, Jordan Srebrenić e Matteo Vettor, secondo quest'ordine in base agli stack al momento del deal.


L'antefatto


Una decisione maturata dopo nemmeno una mezz'ora di gioco dall'eliminazione di Zheng Yi Yi, che alla triple barrel di Scarpa non ci voleva proprio credere.


Il misfatto in pillole: apre Scarpa da CO con K-9s e Zheng flatta da BTN con J-To, foldano i bui e si gioca per poco più di 30x effettivi, lo stack di Zheng per l'appunto.


Zheng Yi Yi


Il flop recita 9-9-10, arriva puntuale la c-bet di OR così come il call del flatter e si va al turn, un K che apre flush-draw.


Scarpa punta ancora e Zheng non molla, finché su un 7x river Scarpa piazza la terza bomba che corrisponde allo stack rimanente dell’avversario. Call, carte nel muck e sguardo alle casse, per ritirare il premio riservato al 5° classificato.


Gioisce invece Scarpa che di punto in bianco si ritrova a poter dirigere le danze anche al final table dopo lo splendido Day2C che lo ha fatto partire dalla prima posizione in griglia questo pomeriggio.


Flashback


Si è giocato per undici ore, pause incluse prima di vedere i dieci finalisti tutti attorno al tavolo centrale della poker room, quello meglio illuminato.


Prima che ciò accadesse è stata battaglia vera sui tavoli e il colpo che ha portato Matteo Vettor in orbita ne è la dimostrazione.


A farne le spese uno sfortunato Michele Caroli, che tutto avrebbe voluto fuorché vedere tutto il suo stack, enorme, finire dalla parte opposta del tavolo con l'avversario appeso a due sole out.


Michele Caroli


Si gioca per un effettivo superiore ai 2.5M con average torneo attorno al milione e 200mila: apre Caroli da EP, Vettor 3-betta da BB e trova il call dell’Original Raiser.


Su A-Q-6 Vettor piazza una c-bet di circa mezzo piatto, chiama Michele.


Il patatrac accade al turn, un K che regala top two pair a Vettor e set a Caroli: dopo la second barrel Michele decide di rilanciare e Vettor le mette tutte in mezzo trovando uno snap-call.


Il river? Ax e lacrimuccia per Caroli, che esce davvero con l’amaro in bocca da questo Grand Final.

Gioia e incredulità per Matteo Vettor, dopo il piatto gigantesco appena vinto


Assieme a lui diversi eliminati illustri, uno su tutti Alessandro Longobardi (foto sotto), chipleader al Day2B e top 5 nel count di oggi, costretto a scendere dalla giostra in 44* posizione.


Come lui anche Davide Cojaniz (82°), Michele Muner (38°), Nicola Angelini (84°) e Danilo Colomba, eliminato proprio nelle prime fasi di gioco.

Tiene duro anche Lorena Del Treppo, unica donna rimasta in gara nella fase più importante del torneo, che non riesce nell'impresa di fare lo scatto necessario per giocarsi una chance di arrivare al tavolo finale.


Scoppiettante la doppia eliminazione a due tavoli left che ha visto coinvolti Massimo Mazzeo, Francesco Unguendoli e Luca Pazzagli.


In gara sono ancora in 16 e Unguendoli da BTN decide di andare all-in con T-9 a Cuori, mettendo in gioco i suoi 9BB.


Alla sua sinista Luca Pazzagli che con A-K, 13 bui e il raise di BTN si sente in odore di santità e le mette in mezzo a sua volta.

Massimo Mazzeo


La parola spetta al Big Blind, da cui si attende uno dei più classici fold anche in virtù dello scalino nel payout a una manciata di eliminazioni.


E invece Massimo si guarda lo stack, si accorge di avere qualcosa come 40 BB e fa call, girando un Fante e un Dieci a Quadri.


Timing perfetto considerato il board A-K-T-x-Q che gli confeziona una scala mentre lui si garantisce già un pezzetto di final table schizzando a due volte e spicci l'average.

Unguendoli e Pazzagli qualche minuto prima della catastrofe


Aris-how


Negli anni il ragazzo sembra aver capito la lezione, almeno qui al Grand Final, e passa tutta la giornata a galleggiare attorno ai 20 bui senza colpo ferire, tra una battuta e l'altra e qualche piagnisteo propiziatorio sulla run che non ne vuole saperne di aiutarlo.


E invece, quando l'azione si riduce a soli tre tavoli eccolo spuntare tra le prime posizioni nel count.


Complice un double-up con A-J ai resti preflop e qualche altra mano giocata con più spazio di manovra a disposizione, Aris si candida a fare il frontman di un gruppo nemmeno troppo folto di aspiranti vincitori.


Per la serie frasi che non ti saresti mai aspettato di sentire: "Mi fa male il polso a furia di foldare", Aris T.


L'idillio si spezza in uno spot contro Scarpa di cui non conosciamo i dettagli, eccetto per una overbet river andata a finire dall'altra parte, dopo che alle parole "all-in" pronunciate dall'avversario si trova a riporre nel taschino qualsiasi tipo di velleità.


Approdato al tavolo finale con poco più di 10 bui, Theodoridis rinnova la sfida con Scarpa andando ai resti con A❤️Q❤️ sulla sua apertura in dinamica da EP per entrambi.

Andro Scarpa


L'avversario gira due Kapponi neri e si gioca al 30: il board basso offre ad Aris qualche out in più con un 4 con cui farebbe scala, ma non questa volta.


Un-due-tre-stella!


Nello spazio di poche mani accade un pandemonio con tre (quattro se consideriamo quella di Aris) eliminazioni in meno di un'ora dall'inizio del final table.


Il secondo finalista a cedere il passo è Saverio Flotta, che per qualche mano ci ha davvero sperato di poter tornare in corsa, specialmente dopo aver messo a segno un triple-up a dir poco insperato contro Scarpa e Zheng.

Saverio Flotta


Ritornato a quota 12/13x, spizza K-J e decide che con quelle andrà a giocarsi il colpo nell'eventualità che l'original raiser, Gabriele Cecchini, decida di chiamare.


Cosa che appunto avviene con A-J: board liscio e nono posto in classifica per il giocatore calabrese.


Da questo momento in poi entra in nuovamente in scena Matteo Vettor, col vento decisamente in poppa, che si sbarazza a stretto giro di Massimo Mazzeo e Rajko Blagojević prendendo il largo nel count.

Massimo Mazzeo


Piuttosto sfortunato invece il timing con cui Rajko Blagojević riceve una Coppia di Dieci da BB.


Matteo Vettor in quel frangente aveva il 50% delle chip in gioco e martellava duro, motivo per cui allo showodow si trova a mostrare un Jack e un 6 di seme diverso.


Blagojević era rimasto aggrappato con 6 bui o giù di lì e quel colpo era l'occasione più cristallina che gli potesse capitare.


Le carte però le conosciamo tutti e quando il dealer gira la quinta è Matteo a portarsi via il piatto con una scala all'Otto.

Rajko Blagojević


Vladimir Zogović resiste ancora un po' e per un pelo non incappa anche lui nell'uragano Vettor, trovandosi ai resti con la sua stessa mano (A-8s), indeciso se esser felice per il pericolo scampato o triste per il mancato raddoppio.


Gabriele Cecchini


Alla fine i bui cominciano a pesare, lo stack si assottiglia e Zogović mette le chip nel mezzo con 4♠️3♠️: chiamano in due lasciando la parola a Gabriele Cecchini che decide di isolarsi con un rilancio nella speranza di giocarsi il colpo in heads-up contro l'all-in.

Vladimir Zogović


Speranza che diventà subito realtà, la sua Coppia di 6 gioca alla grande contro la mano dell'avversario che al flop è già drawing-dead, o poco ci manca.


Vladimir chiude al 6° posto dopo esser stato sospinto da un ristretto gruppo di amici per tutta la durata del tavolo finale.


Scarpa mette il turbo


Da questo momento in poi le skill del cash-gamer cominciano a pesare e Andro le prende un po' a tutti, ma soprattutto a Matteo Vettor che dall'avere 20 milioni di chip (100BB circa) si trova con lo stack più che dimezzato nel giro di poche mani.

Matteo Vettor


Passa quasi inosservato invece Jordan Srebrenić (foto sotto), che gira lontano dai guai vinciucchiando qualche pot qua e la e garantendosi un onesto deal a fine torneo.


Il payout e le cifre del deal


Al momento dell'accordo i 26.880.000 gettoni di Andro Scarpa sono valsi la belleza di 36.500€.


Gli sforzi di Gabriele Cecchini, 2° a 18.070.000 di chip, sono valsi 29.000€ mentre a Jordan Srebrenić e Matteo Vettor, rispettivamente con 10.8M e 6.5M, incassano l'uno 23.000€ e l'altro 19.500€.


Il payout del tavolo finale


1° - 45.000€

2° - 30.000€

3° - 19.000€

4° - 14.000€

5° - 10.000€

6° - 8.000€

7° - 6.000€

8° - 4.300€

9° - 3.250€

 

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