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🇮🇹 Armando Miele trionfa all'IPO Sanremo 2026, Federico Donnini si aggiudica l'EPO!

  • Writer: Stefano Atzei
    Stefano Atzei
  • May 13
  • 5 min read

Entries 3766



Dopo quattro intensissime giornate di battaglia si conclude finalmente l’IPO Sanremo 2026, edizione che ha fatto registrare 3.766 entries e che, grazie al lavoro congiunto tra EuroRounders, Texas Poker e PKLive 360, diventa ufficialmente il secondo IPO più grande della storia.


Di certo però non il secondo per emozioni da vivere e raccontare, visto che l’epilogo ha premiato Armando Miele, protagonista assoluto sin dalle prime battute del final day e deciso a portarsi a casa il trofeo, come raccontato anche nell’intervista pubblicata sui nostri canali social.


Passiamo però subito al racconto del tavolo finale, non prima di mostrarvi qui sotto la foto degli otto finalisti con i rispettivi stack di partenza.


  1. 🇮🇹 Armando Miele — 45,130,000 (113BB)

2. 🇮🇹 Francesco Carbone — 32,000,000 (80BB)

3. 🇫🇷 Mathieu Choffardet — 25,000,000 (63BB)

4. 🇫🇷 Djilali Dahou — 17,775,000 (44BB)

5. 🇮🇹 Brando Naspetti — 11,375,000 (28BB)

6. 🇮🇹 Davide Muccini — 10,125,000 (25BB)

7. 🇮🇹 Maurizio Carnevale — 5,775,000 (14BB)

8. 🇨🇳 Yang Guo Dong — 3,450,000 (9BB)


Il racconto del tavolo finale



Al tavolo finale dell’IPO Sanremo 2026 si arriva con Armando Miele in testa al count grazie ai 45.130.000 accumulati alla fine del Day 3. Alle sue spalle Francesco Carbone, chip leader a inizio Day 3, con 32 milioni, mentre il francese Mathieu Choffardet riparte da quota 25 milioni.


L’epilogo finale non si discosterà troppo dalla griglia di partenza, almeno per quanto riguarda il podio, con l’unica differenza legata all’inversione tra seconda e terza posizione.



La prima eliminazione del final table arriva dopo circa un’ora di gioco ed è quella di Davide Muccini. L’azione si apre con l’open di Francesco Carbone da UTG+1, seguito dal flat di Maurizio Carnevale da hijack con una coppia di 3. In posizione di cutoff, Muccini decide invece di tribettare con A-K, senza andare direttamente all-in e lasciandosi circa quattro big blind dietro.


A quel punto Carbone, forte di uno stack nettamente superiore, mette pressione andando in all-in. Carnevale passa, mentre Muccini non può più sottrarsi al call. Il board recita 4-10-J-8-7 e la mano migliore preflop tiene, decretando l’eliminazione di Muccini in 8ª posizione per €27.700.



La 7ª posizione va invece al francese Djilali Dahou. Dopo aver mostrato per lunghi tratti del final table un approccio molto creativo, Dahou si ritrova da big blind con circa 8 big blind effettivi e decide di chiamare lo shove di Yang Guodong da small blind con K♣4♣. Yang, che può contare su circa 11 big blind, ottiene il call e si va allo showdown. Il board 6-7-6-5-A condanna Dahou, che saluta il torneo al 7° posto per €37.400.



Lo stesso Yang Guodong sarà poi il 6° classificato. A bui 300.000/600.000, il cinese va all-in da big blind per circa 11 bui sull’apertura di Armando Miele. Armando chiama con Q-J offsuit, mentre Yang mostra A♣6♣. Il board recita 4-J-J-8-4 e Armando chiude full house, eliminando Yang al 6° posto per €49.700.



Non bisogna attendere molto per assistere anche all’uscita di Brando Naspetti, vittima di un vero cooler. È Armando Miele ad aprire l’azione, trovando il flat da small blind di Naspetti con A-Q e circa 25 big blind effettivi. Da big blind arriva però la tribet di Francesco Carbone con A-K offsuit, per una size molto pesante da circa 8 milioni.


Naspetti entra in tank e alla fine decide di andare all-in per circa 20 milioni complessivi. Carbone snappa il call e parte avanti. Il board 5-3-8-9-K consegna il colpo a Francesco, che vola nel count, mentre Brando Naspetti chiude al 5° posto per €65.400.



La fase four-handed dura invece pochissimo. Maurizio Carnevale decide di andare all-in da under the gun con 7♠6♠ per circa otto big blind e trova il call immediato di Mathieu Choffardet da big blind con Q-Q. Il board J-5-A-4-J non cambia nulla e Carnevale viene eliminato in 4ª posizione per €85.760.


Rimasti in tre, i giocatori si fermano per discutere un deal che viene raggiunto dopo circa un quarto d’ora. L’accordo garantisce €170.000 a testa, lasciando €30.000 extra al vincitore e ulteriori €9.000 al secondo classificato.


Da quel momento in avanti, il torneo assume toni più distesi, ma i tre continuano comunque a giocarsi il trofeo per diverse ore.



Al rientro dalla pausa cena arriva però la mano che cambia definitivamente l’inerzia del torneo. A bui 600.000/1.200.000, Francesco Carbone si ritrova con circa 19 milioni e decide di andare all-in da small blind con K-J sull’apertura di Armando Miele, che chiama (anche) grazie al suo stack.


Il board 6-J-4-7-A elimina Carbone in 3ª posizione per €170.000 e consegna ad Armando la possibilità di giocarsi il trofeo e i 30mila euro agiguntivi riservati al vincitore.


Fino a quel momento infatti, era stato Mathieu Choffardet a controllare l'azione, trovandosi avanti nel count all'heads-up, seppur di poco. Armando però riesce progressivamente a ribaltare la situazione, fino alla mano conclusiva.



Con il francese sceso a circa 7 big blind, Armando va all-in da bottone con 10♥4♦ e trova il call di Choffardet con A♣9♣.


Il board J♥-J♣-8♥-2♠-4♣ regala la coppia decisiva all’italiano, che può finalmente dichiararsi campione del Main Event IPO Sanremo 2026.


Mathieu Choffardet chiude invece al 2° posto per €179.000, oltre alla soddisfazione di aver raggiunto l’heads-up del secondo IPO più grande della storia.






Federico Donnini vince l'European Poker Open, Saraniero runner-up!



L’European Poker Open, pur senza un garantito dichiarato, riesce comunque a generare un prize pool decisamente importante grazie ai 311 ingressi complessivi, che hanno portato 16 giocatori al final day e successivamente gli ultimi 8 al tavolo finale.


A guidare il count a inizio final table era Mehdi El Fki con 2.835.000 chip, seguito da Riccardo Saraniero a quota 1.520.000. Fanalino di coda invece Federico Donnini con 880.000, stack che però non gli impedirà di costruire una rimonta fino alla vittoria finale.



  1. Mehdy El Fki — 2,835,000 (113BB)

  2. Riccardo Saraniero — 1,520,000 (61BB)

  3. Andrea Carini — 1,495,000 (60BB)

  4. Andrea Zhou Xian — 1,175,000 (47BB)

  5. Mario Llapi — 1,100,000 (44BB)

  6. Alex Pavani — 1,020,000 (41BB)

  7. Martin Ferrari — 1,010,000 (40BB)

  8. Federico Donnini — 880,000 (35BB)


Il tavolo finale si presentava infatti estremamente tecnico, vista la presenza di diversi regular di livello come lo stesso Saraniero, Andrea Carini o Mario Lapi. In generale però il livello medio dell’intero tavolo è stato molto alto e proprio per questo motivo la rimonta di Federico Donnini assume un valore ancora maggiore.


Nel corso della fase 3-handed, Mario Lapi e Riccardo Saraniero provano a discutere un deal con Donnini, che in quel momento si trova in vantaggio nel count grazie alle chip accumulate nelle fasi precedenti. L’accordo però non viene raggiunto e si continua quindi a giocare.


Poco dopo sarà proprio Mario Lapi a fermarsi in 3ª posizione per €27.000, lasciando spazio all’heads-up finale tra Donnini e Saraniero, con Federico avanti circa 2 a 1 nel count.


L’epilogo conferma il vantaggio iniziale di Donnini, che riesce a chiudere il torneo portandosi a casa una prima moneta da €62.000, mentre Riccardo Saraniero deve accontentarsi dei €39.040 riservati al runner-up.



Abbiamo intervistato entrambi sui nostri canali social e vi invitiamo quindi a dare uno sguardo alle interviste dedicate al vincitore e al secondo classificato, realizzate rispettivamente da Jack Bonora e Stefano Atzei.


Qui sotto trovate invece il payout completo del torneo.





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